Raccolta Naturalistica Ugo Fantelli - Sannazzaro de' Burgondi

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Raccolta Naturalistica Ugo Fantelli



Se si desidera intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca delle origini della vita ed alla scoperta delle origini dell'uomo è consigliabile una visita alla Raccolta Naturalistica "Ugo Fantelli" nella cittadina di Mede Lomellina.
Allestita nei locali della Biblioteca Comunale, è suddivisa in quattro sezioni: Minerali, Conchiglie, Fossili e Strumenti Litici. Il materiale esposto è stato classificato dalle sezioni di paleontologia e petrografia del Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Il percorso che consente un immediato approccio culturale anche a persone che non hanno una competenza specifica in materia, si rivela particolarmente adatto a scolaresche.
Suggestiva è la sezione dedicata ai minerali, dove si possono cogliere le meraviglie della natura attraverso la scintillante cascata di cristalli racchiusa nello scrigno di un geode, la perfetta geometria del quarzo, lo splendore del verde malachite, ecc. I pezzi esposti nelle vetrine sono davvero pregevoli sia per la varietà dei colori, sia per la loro luminosità.
Incredibili per forme e dimensioni sono invece le conchiglie esposte nell'apposita sezione. Provenienti da tutto il mondo, affascinano per quell'evidente richiamo all'habitat marino che da sempre incuriosisce l'uomo.
Nella sezione dedicata ai fossili si assiste alla graduale evoluzione subita da tutti gli organismi viventi. Benché la paleontologia si sia affermata come scienza solo verso la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, sono molti gli autori che sin dall'antichità cercarono di interpretare l'origine dei fossili, specialmente marini, che si rinvenivano sulla terraferma.
In Aristotele (IV sec. a.C.) si trova già un accenno alla possibilità che le regioni terrestri coperte dal mare non siano sempre le stesse e Tertulliano (II sec. d.C.) dice: "Tutta la terra è stata ricoperta dal mare, si trovano conchiglie marine sulle montagne".
I fossili conservati perfettamente sono rari: in generale, si ritrovano sotto forma di resti o di impronte che vengono studiati dal paleontologo, confrontando le loro caratteristiche morfologiche e la loro organizzazione con quelle degli organismi attualmente viventi.
Non tutti gli esseri animali e vegetali hanno medesima distribuzione nel tempo. Oltre al valore cronologico, i fossili permettono di ricostruire l'ambiente e le condizioni in cui si sono formate le rocce che li racchiudono e possono dare indicazioni relative anche al clima del passato.
Di notevole interesse è la sezione degli strumenti litici, attraverso i quali si riesce a comprendere la genialità dell'uomo. L'invenzione degli utensili segna infatti il primo passo verso l'emancipazione umana.
Nell'ambito del percorso museale, il pezzo più significativo è il teschio di ippopotamo, in ottimo stato di conservazione, di una specie ormai estinta, vissuta presumibilmente 40.000 anni fa e rinvenuta nei pressi delle rive del Po a pochi chilometri da Mede. La raccolta "Ugo Fantelli" rimane sicuramente un importante punto di riferimento per i naturalisti.

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Le foto di Paola

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