Le Cipolle - Sannazzaro de' Burgondi

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Le Cipolle Rosse di Breme
Le Cipolle
Fondamentale nell’alimentazione dei popoli antichi, soprattutto in Medio Oriente e in Egitto, la cipolla è tenuta in gran considerazione anche dalla moderna scienza dietetica. Questo per il suo basso potere calorico e il notevole valore nutritivo conferitole dalle sue vitamine (A, B1, B2, C, PP) e dal contenuto elevato di sali minerali, tra cui il potassio e il fosforo. Consumata cruda stimola l’attività dello stomaco e dell’intestino, aumentandone la secrezione e favorendo l’appetito. È diuretica, depurativa, disintossicante e i suoi oli eterei solforosi hanno azione battericida e batteriostatica. Preziosa nella dieta dei diabetici per i suoi poteri ipoglicemici, la sua utilità è dimostrata anche nell’inibire la crescita del colesterolo nel sangue e nel prevenire la formazione di trombi. Si ritiene sia tra i pochi ortaggi a mantenere i propri principi attivi anche dopo la cottura.

La Cipolla protagonista
È a Breme, dove la coltivazione della cipolla si perde nella notte dei secoli, che dal 1982 la seconda domenica di giugno si svolge l’ormai celeberrima sagra della cipolla rossa, in corrispondenza con la festa del patrono san Barnaba.
Oggi il territorio della Lomellina sembra ad un visitatore occasionale quello di una terra pianeggiante ed uniforme. Così non dovette apparire ai monaci dell’abbazia di Novalesia che, fuggendo alla distruzione dei Saraceni, si rifugiarono in Lomellina grazie alla donazione nel 906 da parte del Marchese Adalberto di Ivrea delle corti di Breme e di Policinio.
La particolare composizione del terreno soffice, di medio impasto e non argilloso, favorì la creazione di quegli orti monastici frutto del livellamento delle ondulazioni fino ad allora occupate da un fitta vegetazione spontanea.
I monaci non erano solo abili ed infaticabili agricoltori ma anche innovatori dal punto di vista tecnico ed a loro si deve l’introduzione di molte varietà orticole, fra le quali la cipolla rossa di Breme.
Da allora le tecniche produttive non sono cambiate; ancora oggi, le cipolle migliori sono scelte una ad una e messe a germogliare.
I semi vengono posti a bagno, con luna calante, in sacchi di iuta, successivamente, appena germinati, vengono recuperati e seminati in vivaio. Dopo un breve periodo, le piantine sono finalmente trapiantate in campo, nei pochi terreni verso la golena che da secoli accolgono questa coltura. La raccolta viene effettuata a mano.


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