Il Porcino - Sannazzaro de' Burgondi

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Il Porcino di Cergnago
Il porcino di Cergnago
Fino all’arrivo dei Romani la Lomellina era coperta principalmente da una vegetazione a querceto misto che formava boschi fitti tra cui la Farnia (Quercus robur) rappresenta l’albero principe della foresta planiziale. La ricca vegetazione del territorio e la presenza di tanta acqua furono all’origine dei primi insediamenti umani, che nei boschi trovarono quanto necessario alla loro sopravvivenza. Una caratteristica di questi boschi è il fatto di sorgere su collinette sabbiose, dette dossi, alte 5-6 metri che si intervallano a conche umide che da sempre hanno destato l’interesse di studiosi di scienze naturali.
Gran parte dei dossi ha subito importanti opere di bonifica ed è quindi difficile la ricostruzione del possibile paesaggio, ad eccezione del dosso di San Giorgio Cergnago, ancora caratterizzato da dune di scarsa pendenza e occupato oltreché dai muschi e licheni anche da piccoli lembi boscosi con uno strato arboreo dominato dal Quercus robur, uno strato arbustivo basso e rado, habitat ideale per il Porcino di Cergnago. Appartenente alla famiglia dei Boletus, differisce da questi per il suo caratteristico cappello piccolo ad ombrello di colore castano chiaro ed un gambo bianco stretto e lungo.
Tanto rinomato quanto raro, il Porcino di Cergnago rivive ogni anno nel Palio del Bove Grasso, durante il quale ha luogo la sagra del risotto con i funghi porcini.



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