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Canali di irrigazione in Lomellina - Sannazzaro de' Burgondi

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Sezione Il Territorio
Canali di irrigazione in Lomellina
La Lomellina è una terra profondamente legata all’acqua. Il suo paesaggio, caratterizzato da vaste pianure e dalle celebri risaie, è stato modellato nei secoli da una fitta rete di fiumi, rogge, canali e corsi d’acqua artificiali che hanno reso possibile lo sviluppo dell’agricoltura e contribuito a definire l’identità stessa di questo territorio.
I canali di irrigazione rappresentano ancora oggi una delle infrastrutture più importanti della Lomellina. Attraverso un articolato sistema di derivazioni e corsi d’acqua, l’acqua viene distribuita nelle campagne, permettendo l’irrigazione dei terreni agricoli e, in particolare, la coltivazione del riso, una delle produzioni simbolo della zona.
La presenza dell’acqua è evidente soprattutto durante la stagione agricola, quando le risaie si trasformano in immense distese che riflettono il cielo e il paesaggio circostante. Un ambiente unico, nel quale l’opera dell’uomo e la natura convivono da secoli. Le rogge e i canali attraversano campagne, cascine e piccoli centri abitati, creando una rete che costituisce un vero patrimonio storico e paesaggistico.
Tra i corsi d’acqua che hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del territorio vi sono le grandi opere idrauliche che, insieme ai numerosi canali minori, hanno consentito di bonificare e rendere coltivabili vaste aree della pianura. La gestione dell’acqua richiede ancora oggi competenze, manutenzione e una costante attenzione, soprattutto in un periodo in cui i cambiamenti climatici rendono sempre più importante un utilizzo razionale delle risorse idriche.
I canali della Lomellina non sono soltanto strumenti al servizio dell’agricoltura. Lungo le loro sponde trovano spazio alberi, vegetazione e numerose specie animali, contribuendo alla biodiversità del territorio. In molti casi rappresentano anche elementi di grande interesse storico, perché raccontano il lungo lavoro svolto dalle comunità locali per governare l’acqua e trasformare una pianura in una delle più importanti aree risicole d’Europa.
Passeggiare o percorrere in bicicletta le strade di campagna della Lomellina significa spesso incontrare una roggia, un piccolo ponte, una chiusa o un canale. Sono elementi apparentemente semplici, ma capaci di raccontare la storia di un territorio e del rapporto tra l’uomo, il lavoro agricolo e l’ambiente.
Conoscere e valorizzare la rete dei canali di irrigazione significa quindi riscoprire una parte importante della storia Lomellina. Un patrimonio che continua a svolgere una funzione essenziale per l’agricoltura, ma che merita anche di essere riconosciuto come elemento caratteristico del paesaggio, della cultura e dell’identità della nostra terra.
I canali, le rogge e le risaie sono il filo d’acqua che unisce passato, presente e futuro della Lomellina: un patrimonio da conoscere, tutelare e valorizzare.

La storia dei canali in Lomellina
La storia della Lomellina è, in larga parte, una storia d’acqua. Fiumi, torrenti, fontanili, rogge e canali hanno modellato nei secoli il territorio, trasformando una vasta pianura in una delle aree agricole più importanti dell’Italia settentrionale.
Fin dall’antichità la Lomellina è stata caratterizzata dalla presenza di importanti corsi d’acqua, tra cui il Ticino, il Po e la Sesia, oltre a numerosi rii e fontanili. La particolare conformazione del territorio e la presenza di abbondanti falde acquifere favorivano la nascita di sorgenti naturali e corsi d’acqua minori.
Tuttavia, l’acqua non era soltanto una risorsa. In molte zone rappresentava anche un problema: aree paludose, terreni acquitrinosi e frequenti allagamenti rendevano difficile la coltivazione e la vita delle comunità rurali.
A partire dal Medioevo, il territorio iniziò a essere progressivamente trasformato attraverso opere di bonifica e canalizzazione. Monasteri, signorie e comunità locali contribuirono alla costruzione e alla manutenzione di rogge e canali destinati a regolare le acque.
L’obiettivo era duplice: da una parte eliminare l’acqua in eccesso dalle zone paludose, dall’altra portarla nei terreni dove era necessaria per l’agricoltura.
Nacque così una fitta rete di rogge, piccoli canali artificiali che attraversavano le campagne e distribuivano l’acqua attraverso sistemi di chiuse, paratoie e derivazioni.
Tra il Medioevo e l’età moderna, la pianura lombarda e piemontese vide lo sviluppo di importanti opere idrauliche. Anche la Lomellina fu interessata dalla crescita di una complessa rete irrigua collegata ai grandi fiumi e ai corsi d’acqua naturali.
La realizzazione di canali sempre più efficienti permise di migliorare la produttività agricola e di estendere le superfici coltivate. L’acqua diventò una risorsa preziosa, regolata secondo precise norme e distribuita attraverso un sistema che richiedeva manutenzione continua e la collaborazione tra proprietari terrieri, agricoltori e comunità.
In questo periodo la gestione dell’acqua divenne un elemento fondamentale dell’economia locale.
Il rapporto tra la Lomellina e i canali cambiò profondamente con la diffusione della coltivazione del riso. La presenza di acqua abbondante e la possibilità di controllarne la distribuzione resero il territorio particolarmente adatto alla creazione delle risaie.
A partire dall’età moderna, la risicoltura si sviluppò progressivamente fino a diventare una delle attività agricole più importanti della zona. Per coltivare il riso era necessario disporre di grandi quantità d’acqua e, soprattutto, di una rete capace di distribuirla nelle campagne.
Furono quindi costruiti e ampliati numerosi canali, rogge e cavi irrigui. L’acqua veniva derivata dai grandi corsi d’acqua e condotta attraverso una rete sempre più articolata fino ai terreni agricoli.
La campagna Lomellina cominciò così ad assumere l’aspetto che ancora oggi la contraddistingue: grandi distese di risaie, cascine e una fitta rete di canali.

Durante l’Ottocento, lo sviluppo dell’agricoltura portò a una nuova fase di trasformazione del sistema irriguo. Le tecniche di gestione delle acque furono migliorate e vennero realizzate opere sempre più importanti.
La costruzione e il potenziamento dei grandi canali irrigui favorirono l’espansione della coltivazione del riso e l’aumento della produzione agricola.
La rete idrica divenne sempre più organizzata: dai grandi canali principali l’acqua veniva distribuita nelle rogge secondarie e, successivamente, nei piccoli fossi che raggiungevano direttamente i campi.
Ogni elemento del sistema aveva una funzione precisa. Chiuse e paratoie permettevano di controllare il flusso dell’acqua, mentre ponti e attraversamenti consentivano di mantenere i collegamenti tra le diverse parti della campagna.

Nel corso del Novecento la gestione dell’acqua si è ulteriormente modernizzata. Le opere storiche sono state affiancate da nuovi sistemi di regolazione e da tecnologie capaci di rendere più efficiente l’utilizzo della risorsa idrica.
Nonostante i cambiamenti, la struttura fondamentale della rete irrigua è rimasta legata a un sistema costruito e perfezionato nel corso dei secoli.
Ancora oggi, durante la stagione irrigua, l’acqua percorre una complessa rete di canali e rogge, raggiungendo le campagne e alimentando le risaie.

I canali della Lomellina non rappresentano soltanto un’infrastruttura agricola. Sono parte integrante della storia e del paesaggio del territorio.
Dalle antiche rogge medievali ai moderni sistemi irrigui, l’acqua continua a scorrere attraverso la Lomellina, portando con sé la memoria del suo passato e la speranza per il suo futuro.

I principali canali di irrigazione della Lomellina e la loro storia
I principali canali e corsi d’acqua artificiali legati all’irrigazione della Lomellina comprendono grandi opere come il Naviglio Sforzesco, il Canale Cavour e una vasta rete di rogge, cavi e colatori che distribuiscono l’acqua alle campagne e alle risaie. Per ricostruirne correttamente la storia è però importante distinguere i canali che attraversano direttamente la Lomellina da quelli che alimentano indirettamente il sistema irriguo del territorio. La Lomellina è una terra costruita e trasformata dall’acqua. Tra i fiumi Sesia, Ticino e Po si è sviluppata nei secoli una straordinaria rete di canali, navigli, rogge, cavi e colatori, fondamentale prima per la bonifica dei terreni e successivamente per lo sviluppo dell’agricoltura e della risicoltura.
Le opere più antiche risalgono in alcuni casi al Medioevo, quando monaci, comunità e proprietari terrieri iniziarono a regolare le acque, prosciugando le zone paludose e distribuendo l’acqua nei campi. Nel tempo questa rete è diventata sempre più complessa, fino a formare uno dei più importanti sistemi irrigui dell’Italia settentrionale.

Il Naviglio Sforzesco
Tra i canali più importanti e conosciuti della Lomellina vi è il Naviglio Sforzesco.
Deriva le proprie acque dal fiume Ticino, nel territorio compreso tra Galliate e Trecate, e si dirige verso Cerano, Cassolnovo e Vigevano. Dopo circa 27 chilometri raggiunge l’area della Sforzesca, dove alimenta una complessa rete di canali destinata all’irrigazione delle campagne lomelline.
Le origini del Naviglio risalgono all’epoca sforzesca. Secondo la documentazione storica, i lavori iniziarono probabilmente attorno al 1447 e furono completati nel 1482, durante il periodo di Ludovico il Moro. Lo scopo era quello di rendere produttivi terreni allora poco coltivati e favorire, tra le altre attività agricole, la diffusione della coltivazione del riso.
Nel corso del Novecento il primo tratto del canale venne ampliato e furono realizzati anche impianti per lo sfruttamento idroelettrico. Oggi il Naviglio continua a svolgere una funzione importante all’interno della rete irrigua gestita dall’Associazione Irrigazione Est Sesia.

Il Naviglio Langosco
Un altro importante canale è il Naviglio Langosco, che deriva le proprie acque dal Ticino presso Galliate e si sviluppa per oltre 43 chilometri, contribuendo all’irrigazione di una parte significativa della pianura novarese e lomellina.
Il Naviglio Langosco rappresenta una delle grandi vie artificiali attraverso le quali le acque del Ticino sono state portate verso le campagne. La sua storia è strettamente legata alla progressiva organizzazione della rete irrigua tra Piemonte e Lombardia e allo sviluppo dell’agricoltura intensiva.
La sua importanza è testimoniata anche dalla presenza di uno specifico archivio storico conservato dall’Est Sesia, che ha acquisito il Naviglio nella propria gestione nel 1995.

Il Roggione di Sartirana
Il Roggione di Sartirana è una delle più antiche e importanti vie d’acqua artificiali della Lomellina.
La sua origine risale al XIV secolo. Nel corso dei secoli ha avuto un ruolo fondamentale nella distribuzione dell’acqua alle campagne della Lomellina occidentale, diventando parte integrante del paesaggio agricolo e della storia del territorio.
Il suo sistema di derivazione, nel territorio di Palestro, è stato anche testimone di importanti eventi storici. Nel 1859, infatti, quest’area fu coinvolta negli avvenimenti della Seconda guerra d’Indipendenza, durante la celebre Battaglia di Palestro.
L’Atlante nazionale dell’irrigazione lo indica come la derivazione più meridionale dal Sesia, con una lunghezza complessiva di circa 27 chilometri e con acque destinate all’irrigazione delle campagne lomelline.

La Roggia Mora
La Roggia Mora costituisce un complesso sistema di canalizzazione che si sviluppa tra Piemonte e Lombardia e raggiunge anche la Lomellina.
Il sistema utilizza e collega diversi corsi d’acqua, tra cui lo Strona, l’Agogna e il Terdoppio, prima di proseguire verso il territorio lombardo. La sua funzione è stata quella di trasferire e distribuire acqua attraverso un territorio agricolo molto vasto.
Le sue origini, come quelle di molte grandi rogge della pianura padana, sono legate a un lungo processo di trasformazione idraulica iniziato nei secoli passati. Le canalizzazioni più antiche della rete irrigua hanno spesso origine medievale e furono inizialmente utilizzate anche per opere di bonifica, assumendo poi una funzione prevalentemente irrigua.

La Roggia Busca e la Roggia Biraga
Dal fiume Sesia derivano anche altre importanti rogge che partecipano al sistema irriguo della Lomellina, tra cui la Roggia Busca e la Roggia Biraga.
Secondo l’Atlante nazionale dell’irrigazione, la Roggia Busca ha uno sviluppo di circa 54 chilometri, mentre la Roggia Biraga raggiunge circa 51 chilometri. Entrambe fanno parte del complesso sistema di derivazioni che, partendo dalle acque del Sesia, ha permesso di irrigare vaste superfici agricole tra Piemonte e Lomellina.
Nel territorio di Valle Lomellina, ad esempio, la Roggia Busca è ricordata come parte della complessa rete di canali artificiali utilizzati per l’agricoltura.

Il Canale Cavour e i suoi diramatori
Un capitolo fondamentale nella storia dell’irrigazione lomellina è rappresentato dal sistema dei Canali Cavour.
Il grande Canale Cavour venne costruito nella seconda metà dell’Ottocento: i lavori iniziarono nel 1863 e il corso principale fu completato nel 1866. La sua realizzazione rappresentò una delle più grandi opere idrauliche dell’Italia dell’epoca.
La sua importanza per la Lomellina è notevole perché, attraverso i suoi rami e le numerose diramazioni, contribuì a portare acqua nelle zone che non disponevano ancora di un’irrigazione costante. Treccani ricorda infatti come la Lomellina sia attraversata da due rami del grande Canale Cavour.
Tra le opere collegate alla rete è particolarmente importante il Diramatore Quintino Sella, insieme ai suoi subdiramatori. Ancora oggi la pianura novarese-lomellina è descritta dall’Est Sesia come un territorio storicamente dominato dalla rete dei canali demaniali del sistema Cavour.

Le altre rogge e i canali della rete lomellina
Accanto ai grandi canali esiste poi una rete vastissima di corsi d’acqua minori, indispensabili per portare l’acqua fino ai singoli territori agricoli.
Tra quelli presenti nella rete idrica lomellina si trovano:
  • Roggia di Valle
  • Roggia Reina
  • Roggia Guida
  • Cavo Tortorolo
  • Cavo del Governo
  • Cavo Plezza
  • Cavo Moscatello e Roggia Nuova
  • Roggia Cona e Canale di Breme
  • Canale San Michele
  • Roggia Ravasino
  • Canale Riadino
  • Roggia Castellana
  • Canale Scavizzolo
  • Roggia Cerro
  • Canale Mangialoca
  • Roggia Gaviola
  • Colatore Gravellone
  • Colatore Morasca
Questi sono soltanto alcuni esempi di una rete molto più ampia, formata da centinaia di derivazioni, rogge, fontanili e canali minori.

La nascita del paesaggio delle risaie
La grande espansione della rete irrigua ha cambiato profondamente il volto della Lomellina. L’acqua, inizialmente regolata soprattutto per bonificare i terreni e controllare le zone paludose, è diventata progressivamente uno strumento fondamentale per l’agricoltura.
La disponibilità di grandi quantità d’acqua e la presenza di una rete capillare di distribuzione hanno favorito lo sviluppo della risicoltura, che ha trasformato il paesaggio lomellino in quello che conosciamo ancora oggi: grandi distese di risaie, cascine isolate, chiuse, ponti e canali che attraversano la campagna.

Un patrimonio ancora vivo
La storia dei canali della Lomellina non appartiene soltanto al passato. Questa rete continua ancora oggi a essere essenziale per l’agricoltura.
L’Associazione Irrigazione Est Sesia opera sul grande comprensorio compreso tra Sesia, Ticino e Po e gestisce una parte fondamentale del sistema irriguo della pianura novarese-lomellina.
I canali non sono quindi semplicemente opere tecniche. Sono parte del patrimonio storico e culturale della Lomellina: testimoniano il lavoro di generazioni di agricoltori, ingegneri e comunità che hanno imparato a controllare, distribuire e utilizzare l’acqua.

La storia della Lomellina è anche la storia delle sue acque: dal Sesia e dal Ticino alle antiche rogge medievali, fino ai grandi canali dell’Ottocento, un sistema straordinario che ha reso possibile la nascita del paesaggio delle risaie e continua ancora oggi a caratterizzare profondamente questo territorio.

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