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Tesori in Lomellina - Sannazzaro de' Burgondi

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Sezione Lomellina Storica
Tesori in Lomellina
Quando si parla di tesori nascosti si pensa subito a forzieri pieni d’oro, mappe misteriose e leggende tramandate per secoli. Eppure, in Lomellina, i tesori sono esistiti davvero. Non sempre avevano la forma romantica di un baule sepolto sotto un castello, ma spesso erano vasi, contenitori o piccoli ripostigli colmi di monete, nascosti in momenti di paura e mai più recuperati dai loro proprietari. Uno dei ritrovamenti più straordinari avvenne a Vigevano nel 1961, in via Marsala, quando vennero alla luce ben 547 monete d’oro, provenienti da diverse zecche italiane ed europee e probabilmente nascoste nei primi anni del Cinquecento. Un patrimonio enorme per l’epoca, forse occultato durante uno dei tanti periodi di guerra e instabilità che interessarono il territorio. Ma la terra lomellina aveva custodito altri segreti. Nel 1941, nei pressi della Cascina Nuova di Mortara, furono rinvenute oltre seicento monete romane, soprattutto d’argento, risalenti all’età repubblicana. Pochi anni dopo, nel 1953, durante alcuni lavori nella zona di Madonna del Campo, sempre a Mortara, comparve un altro piccolo tesoro formato da decine di monete romane del III secolo dopo Cristo. Anche Gambolò ha restituito un ritrovamento spettacolare: nella zona della Morsella, durante lavori agricoli, fu scoperto un recipiente di terracotta che conteneva circa 1.400 antoniniani, monete romane risalenti alla fine del III secolo. Questi ritrovamenti raccontano molto più del semplice valore del denaro. In epoca romana, medievale e moderna, quando arrivavano eserciti, saccheggiatori o tempi di grave incertezza, nascondere i propri risparmi sottoterra era una pratica piuttosto comune. Le monete venivano sistemate dentro recipienti, murate nelle abitazioni oppure sepolte in un punto ritenuto sicuro, con l’intenzione di recuperarle quando il pericolo fosse passato. Ma a volte il proprietario moriva, fuggiva lontano oppure non riusciva più a tornare. Il nascondiglio rimaneva così dimenticato per secoli, fino a quando un aratro, uno scavo o le fondamenta di un nuovo edificio lo riportavano improvvisamente alla luce. Ritrovamenti monetali sono stati segnalati anche in altre località della Lomellina, tra cui Pieve del Cairo, Cergnago, Garlasco, Lomello, Sartirana, Tromello e Velezzo. Accanto ai tesori realmente documentati esiste poi un universo fatto di racconti popolari: monete nascoste nei sotterranei dei castelli, bauli murati nelle cascine, ricchezze gettate nei pozzi prima dell’arrivo dei soldati e tesori sepolti nei pressi di antiche chiese scomparse. Sono storie difficili da dimostrare, ma forse proprio per questo continuano ad affascinare. La parte più curiosa è che quasi nessuno dei grandi tesori lomellini venne trovato da un vero “cercatore di tesori”. Furono quasi sempre contadini, operai o muratori a imbattersi casualmente in monete rimaste nascoste per centinaia o addirittura migliaia di anni. È affascinante pensare che sotto una risaia, vicino a una cascina o a pochi centimetri dalla superficie di un campo possa ancora trovarsi il piccolo patrimonio di qualcuno che, molti secoli fa, lo nascose convinto di tornare un giorno a riprenderlo. La Lomellina, sotto il suo paesaggio apparentemente tranquillo, potrebbe custodire ancora molti segreti.
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