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Strade romane in Lomellina - Sannazzaro de' Burgondi

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Sezione Lomellina Storica
Strade romane in Lomellina
Quando si pensa alle grandi strade romane, l’immaginazione corre subito a vie celebri, monumentali, cariche di storia. La Lomellina, invece, sembra restare in disparte, quasi silenziosa. Eppure, anche questo territorio pianeggiante, compreso tra Pavia e Novara, fu attraversato da una rete viaria tutt’altro che marginale.
In epoca romana, la Lomellina non era un centro politico di primo piano, ma rappresentava un corridoio naturale tra importanti città della Pianura Padana. Proprio per questo motivo, due direttrici principali ne solcavano il territorio, integrandolo in un sistema più ampio di comunicazioni.
La prima, fondamentale, collegava Milano, allora Mediolanum, con Vercelli, antica Vercellae. Questo tracciato attraversava la Lomellina da est a ovest, probabilmente seguendo le zone più stabili e asciutte della pianura. Non si trattava soltanto di una strada commerciale, ma anche di un asse strategico per il movimento delle truppe e per il controllo del territorio. Lungo questo percorso si sviluppavano piccoli insediamenti rurali, le villae, e punti di sosta oggi scomparsi o inglobati nei centri moderni.
Una seconda direttrice collegava invece Pavia, cioè Ticinum, con Novara, la romana Novaria. Questo itinerario, più settentrionale e probabilmente più vicino al corso del Ticino, aveva una funzione altrettanto importante, mettendo in comunicazione due centri rilevanti e permettendo il controllo delle vie fluviali e dei guadi.
Accanto a queste arterie principali esisteva poi una fitta rete di percorsi secondari. Non tutte erano strade lastricate come quelle delle grandi consolari, ma erano comunque tracciati stabili, battuti e funzionali. Collegavano cascine, campi coltivati, piccoli villaggi e punti di attraversamento dei fiumi, creando una maglia capillare che rendeva il territorio perfettamente integrato nell’organizzazione romana.
È interessante notare come, nonostante questa rete efficiente, la Lomellina non fosse attraversata dalla cosiddetta Via delle Gallie. Quest’ultima, infatti, si sviluppava molto più a nord, passando per Ivrea e dirigendosi verso Aosta, per poi valicare le Alpi. Tuttavia, le strade lomelline si collegavano indirettamente a quei grandi itinerari, permettendo a merci e persone di muoversi dalla pianura verso i valichi alpini.
In definitiva, la Lomellina romana non era isolata, ma attraversata da vie discrete e funzionali, meno spettacolari forse delle grandi consolari, ma essenziali per la vita quotidiana e per l’economia dell’epoca. Ancora oggi, osservando il reticolo delle strade moderne e dei campi, non è raro intuire che sotto quei tracciati si nasconda l’eredità silenziosa di un passato romano che continua, in parte, a guidare il paesaggio.

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