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Sant’Elena passò in Lomellina? - Sannazzaro de' Burgondi

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Sezione Lomellina Storica
Sant’Elena passò in Lomellina?
Tra le vicende più curiose tramandate dalla tradizione vigevanese ve n’è una che unisce storia, devozione e leggenda: il presunto passaggio di Sant’Elena a Vigevano, nel cuore della pianura lomellina. La figura della madre dell’imperatore Costantino, protagonista della diffusione del Cristianesimo nell’Impero Romano, è infatti legata da un antico racconto a queste terre attraversate da strade, pellegrini e mercanti fin dall’età romana.
La notizia compare in antiche memorie cittadine che raccolgono tradizioni già diffuse nel Quattrocento. Secondo il racconto, Elena avrebbe sostato per breve tempo a Vigevano durante un viaggio diretto verso Torino. La sua presenza avrebbe colpito profondamente gli abitanti, impressionati dalla religiosità e dalla benevolenza della donna che, pochi decenni dopo la morte, venne venerata come santa. Per conservare il ricordo di quell’evento, il popolo avrebbe fatto costruire una cappella fuori da Porta Mortara, lungo una delle vie più antiche che uscivano dalla città verso la Lomellina occidentale.
Quella cappella oggi non esiste più. Le fonti antiche la descrivono già in rovina secoli fa, consumata dal tempo e dall’abbandono. Tuttavia, fino all’età contemporanea, nella zona compresa tra l’attuale via Valletta Fogliano e la strada di San Marco sopravviveva il ricordo di un piccolo edificio religioso che molti collegavano proprio alla tradizione di Sant’Elena. Era un’area importante per la viabilità medievale, attraversata da percorsi che mettevano in comunicazione Vigevano con Mortara e con le campagne circostanti.
Dal punto di vista storico, però, il racconto presenta diversi dubbi. Elena visse tra il III e il IV secolo e fu realmente una delle figure più influenti dell’età costantiniana. La tradizione cristiana le attribuisce il celebre viaggio in Terrasanta e il ritrovamento della Vera Croce, episodio che contribuì enormemente alla sua fama in tutta Europa. Nessun documento dell’epoca, però, ricorda un suo passaggio nella Lombardia occidentale. Anche le principali vie imperiali romane dirette verso il Piemonte seguivano percorsi più meridionali rispetto all’area di Vigevano, elemento che rende difficile confermare la veridicità della vicenda.
Eppure, le leggende raramente nascono dal nulla. Nel Medioevo il culto di Sant’Elena era molto diffuso e la sua figura veniva associata alla protezione dei viaggiatori, alla devozione verso la Croce e all’idea dell’imperatrice cristiana capace di guidare il mondo verso una nuova fede. In diverse località della Lomellina esistevano chiese, oratori e cappelle a lei dedicati, molti dei quali oggi scomparsi oppure trasformati nel corso dei secoli. È possibile che proprio da una di queste antiche devozioni sia nata la convinzione di un passaggio della santa attraverso Vigevano.
Ciò che rende affascinante questa storia non è tanto la certezza storica dell’evento, quanto il modo in cui la memoria collettiva ha scelto di conservarlo. Le parole dei cronisti, le cappelle perdute e i racconti tramandati per generazioni mostrano come le comunità medievali cercassero di collegare il proprio territorio ai grandi personaggi della storia cristiana. In questo modo anche Vigevano, città di confine tra campagne, rogge e antichi percorsi commerciali, entrava simbolicamente nella geografia sacra dell’Impero romano cristiano.
Ancora oggi, passeggiando nelle tranquille zone di San Marco e Valletta Fogliano, è curioso pensare che proprio lì, secondo una tradizione sopravvissuta per secoli, qualcuno credette davvero di aver visto passare la madre di Costantino, la donna che contribuì a cambiare il destino religioso dell’Occidente.


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