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Pissarello, due paesi e un destino comune - Sannazzaro de' Burgondi

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Sezione Lomellina Storica
Pissarello, due paesi e un destino comune
Nella storia della Lombardia esistono luoghi che sembrano usciti da una leggenda. Paesi scomparsi, cancellati dalla natura e dimenticati dal tempo. Tra questi vi sono due borghi accomunati da un fatto davvero curioso: avevano lo stesso nome, Pissarello, ma sorgevano in luoghi diversi e furono entrambi distrutti dai fiumi.
Il primo Pissarello si trovava lungo il Ticino, poco distante dall'attuale Ponte delle Barche di Bereguardo. Il secondo sorgeva invece sulle rive del Po, nei pressi di Spessa. Due piccoli centri separati da decine di chilometri ma uniti da un'identità simile e da una sorte che nessuno avrebbe potuto immaginare.
L'origine del nome sembra essere legata agli antichi attraversamenti fluviali. In epoche in cui i ponti erano rari, i fiumi venivano superati grazie a passerelle, traghetti e imbarcazioni che trasportavano persone, animali e merci da una sponda all'altra. È probabile che proprio da queste strutture derivi il nome Pissarello, nato in luoghi dove il rapporto con l'acqua era parte integrante della vita quotidiana.
Il Pissarello del Ticino era un piccolo borgo abitato da pescatori, contadini e barcaioli. Per secoli visse grazie al fiume, che rappresentava una preziosa via di comunicazione e di commercio. Tuttavia, il Ticino non è mai stato un corso d'acqua immobile. Le sue correnti hanno continuamente modificato il territorio, erodendo le sponde e spostando il proprio alveo. Con il passare del tempo il fiume si avvicinò sempre più alle case, fino a rendere impossibile la sopravvivenza del paese. Le piene e l'erosione finirono per cancellarlo completamente, lasciando dietro di sé soltanto ricordi e racconti.
Ancora oggi tra i frequentatori del Ticino sopravvivono storie affascinanti. C'è chi racconta di aver visto riaffiorare dalle acque vecchi oggetti, frammenti di vita quotidiana e resti provenienti dall'antico borgo scomparso. Verità o leggenda, questi racconti contribuiscono a mantenere viva la memoria di un luogo che non esiste più.
Non meno drammatica fu la sorte del Pissarello sul Po. Anche questo borgo prosperò grazie alla vicinanza del grande fiume, ma proprio il Po, con le sue piene devastanti e i continui cambiamenti del corso, decretò la fine dell'abitato. Nel corso dei secoli le acque invasero progressivamente il territorio fino a cancellare il paese dalla geografia locale.
È sorprendente pensare che due borghi con lo stesso nome, entrambi nati grazie ai fiumi, siano stati distrutti proprio da quegli stessi fiumi che ne avevano favorito la nascita e lo sviluppo. Un caso che sembra scritto dal destino.
Oggi dei due Pissarello rimangono poche tracce. Alcuni documenti, qualche antica mappa e i racconti tramandati dalle generazioni passate. Eppure, la loro storia ci ricorda una realtà spesso dimenticata: il Ticino e il Po non sono semplici corsi d'acqua, ma forze naturali capaci di modellare il paesaggio, spostare confini e, talvolta, cancellare interi paesi.
I due Pissarello non esistono più, ma continuano a raccontarci una storia antica fatta di uomini, fiumi e memoria. Una storia che merita di essere ricordata.


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