Sezione Lomellina Storica
Mortara: il ponte dimenticato
Durante i lavori per la realizzazione della nuova fognatura in Piazza Trieste a Mortara è riemerso un elemento storico di straordinario interesse: una perfetta volta in mattoni, rimasta nascosta per secoli sotto il manto stradale. La scoperta ha immediatamente suscitato una domanda: di cosa si tratta?
A prima vista potrebbe sembrare un semplice ponte, ma vi è un dettaglio che rende il ritrovamento particolarmente affascinante. Il torrente Arbogna oggi scorre a qualche decina di metri di distanza dal manufatto, rendendo difficile comprenderne la funzione. Per trovare una risposta occorre però compiere un viaggio nel passato, molto più lontano di quanto spesso si creda.
Alcune ipotesi collocano la struttura tra il Settecento e l'Ottocento, ma le sue origini sembrano essere ben più antiche. Bisogna infatti tornare almeno al Quattrocento, quando Mortara era una città fortificata dotata di mura, porte d'accesso e di un vero castello situato nell'area centrale dell'abitato. In epoca viscontea e successivamente sforzesca, il sistema difensivo cittadino era protetto da un ampio fossato, noto nelle fonti storiche come "fossa civica". L'acqua proveniva in parte dal torrente Arbogna e in parte dalle numerose risorgive e falde superficiali che caratterizzano il territorio lomellino.
Proprio qui si trova la spiegazione della presenza del ponte. Nell'area dell'attuale Piazza Trieste sorgeva infatti una delle principali porte della città fortificata, la Porta Milano. Chiunque volesse entrare o uscire da Mortara attraverso questo accesso era costretto ad attraversare il fossato mediante un ponte. È quindi molto probabile che la struttura emersa durante gli scavi rappresenti ciò che resta di quell'antico attraversamento, utilizzato per secoli da mercanti, viaggiatori, soldati e abitanti della città.
Attorno alla porta dovevano inoltre trovarsi edifici di servizio e postazioni di controllo presidiate dalle guardie incaricate della sorveglianza. Sebbene Mortara si sia progressivamente ampliata oltre il nucleo medievale, il tracciato della fossa civica continuò a segnare a lungo il perimetro urbano. Persino la fortezza cittadina, che venne definitivamente demolita nei primi anni del XVIII secolo, conservò l'impostazione derivata dalle antiche difese viscontee e sforzesche.
Oggi di quel ponte rimane soltanto una piccola parte. I lavori in corso rischiano infatti di cancellare uno degli ultimi resti materiali legati all'antico sistema di accesso alla città medievale. Per questo motivo il ritrovamento assume un valore ancora maggiore, poiché rappresenta una rara testimonianza della Mortara fortificata, ormai quasi completamente scomparsa.
Sebbene siano necessari ulteriori studi archeologici per definire con precisione la datazione del manufatto, il contesto storico suggerisce un'origine assai precedente al Settecento o all'Ottocento. Si tratta verosimilmente di una struttura legata alle fortificazioni medievali e rinascimentali della città.
Quel ponte ha visto passare generazioni di mortaresi. Da lì transitavano mercanti diretti ai mercati cittadini, viaggiatori provenienti da Milano e dal Piemonte, soldati, pellegrini e, secondo la tradizione locale, anche i carri che conducevano i condannati verso la piazza destinata alle esecuzioni capitali. È stato dunque non solo un semplice passaggio, ma un autentico punto di incontro tra la vita quotidiana e la storia della città.
Vale infine la pena ricordare che la fossa civica circondava l'intero abitato storico. È quindi possibile che future indagini o lavori di scavo in altre aree strategiche riportino alla luce ulteriori tratti del fossato medievale. Ritrovamenti di questo tipo potrebbero contribuire in modo significativo alla conoscenza dell'evoluzione urbana di Mortara e alla ricostruzione del suo antico sistema difensivo.
Fonti: Archivio Storico Comunale di Mortara, studi sulla fortificazione medievale della Lomellina, documentazione storica relativa alle mura e alla fossa civica di Mortara, cartografia storica lombarda tra età viscontea e sforzesca.