Sezione Lomellina Storica
Lomellina la prima linea ferroviaria
Il 5 giugno 1854 è una data che cambiò per sempre il volto della Lomellina. Quel giorno entrò infatti in esercizio la ferrovia che collegava Mortara ad Alessandria, passando per Torreberetti, Sartirana, Valle Lomellina e Olevano: fu il primo collegamento ferroviario a raggiungere stabilmente il cuore del territorio lomellino. All'epoca l'Italia non esisteva ancora come Stato unitario e la Lomellina apparteneva al Regno di Sardegna, governato dai Savoia. La ferrovia rappresentava qualcosa di straordinariamente moderno: fino ad allora gli spostamenti avvenivano principalmente lungo strade spesso difficili, percorse da carri e carrozze, oppure sfruttando fiumi e canali. Improvvisamente comparvero rotaie, locomotive a vapore, fumo e convogli capaci di coprire in poche ore distanze che fino a pochi anni prima richiedevano viaggi lunghi e faticosi. Mortara si trovò quasi subito al centro di questa rivoluzione. Appena 28 giorni dopo, il 3 luglio 1854, venne aperta anche la linea Mortara-Novara. Ma il 1854 aveva ancora una sorpresa: il 24 agosto entrò in funzione la ferrovia Mortara-Vigevano, lunga poco meno di tredici chilometri. La data è confermata anche dagli atti parlamentari relativi alla concessione della linea. In appena ottanta giorni, quindi, Mortara passò dall'essere una cittadina agricola e commerciale della pianura a diventare un autentico crocevia ferroviario, con binari diretti verso Alessandria, Novara e Vigevano. Per Vigevano il collegamento era particolarmente importante: la città rischiava infatti di rimanere esclusa dalle grandi direttrici ferroviarie progettate dal governo sabaudo e alcuni cittadini e amministratori locali si mobilitarono per ottenere una propria linea verso Mortara. Bisognerà invece attendere il 1870 perché i binari proseguano da Vigevano verso Milano, superando il Ticino e completando così un collegamento destinato a diventare fondamentale. La ferrovia del 1854 non portò soltanto passeggeri: accelerò il trasporto di riso, cereali, bestiame e merci, mise i mercati lomellini in comunicazione con città sempre più lontane e contribuì lentamente a modificare il modo di lavorare, commerciare e perfino di percepire le distanze. È curioso pensare che tutto ebbe inizio nel giro di poche settimane di quell'estate del 1854, quando nelle campagne della Lomellina, tra risaie, rogge e cascine, si cominciò a sentire un rumore completamente nuovo: il fischio della locomotiva. Da allora Mortara sarebbe diventata sempre più una città ferroviaria, uno dei principali nodi della pianura occidentale lombarda. La prima linea aveva aperto una strada che non era più fatta di terra o di pietre, ma di ferro.