Sezione Lomellina Storica
Lomellina gli aerei abbattuti
Durante la Seconda guerra mondiale anche il cielo della Lomellina divenne un campo di battaglia. Tra il 1943 e il 1944 bombardieri e cacciabombardieri alleati attraversarono sempre più frequentemente la pianura, diretti verso ponti, stazioni ferroviarie, scali merci e vie di comunicazione considerate strategiche. Dalle campagne di Cassolnovo a quelle di Sartirana, da Breme a Mede, fino a Pieve Albignola, diversi velivoli terminarono qui il loro ultimo volo. Ricostruire oggi tutti questi episodi non è semplice: le testimonianze locali, preziosissime, spesso riportano date, nazionalità o particolari differenti rispetto ai registri militari. Incrociando però le cronache lomelline con i documenti della RAF, dell'aviazione statunitense e della Luftwaffe, è possibile tracciare un quadro abbastanza preciso.
Uno dei primi abbattimenti documentati avvenne nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1943. Un bombardiere britannico Avro Lancaster III, matricola DV183 e appartenente al 207 Squadron della Royal Air Force, stava tornando da una missione contro gli impianti industriali di Cislago quando venne intercettato da un caccia notturno italiano. Il grande quadrimotore precipitò nei pressi di Villareale, frazione di Cassolnovo. Le fonti italiane attribuiscono l'abbattimento al capitano Aramis Ammannato, della 235ª Squadriglia Caccia Notturna, ai comandi di un Dornier Do 217. Dei sette uomini che componevano l'equipaggio del Lancaster, sei morirono e uno venne fatto prigioniero. Per gli abitanti della zona dovette essere una scena impressionante: nella notte, il rumore dei motori, gli spari nel cielo e poi un enorme aereo in fiamme che precipitava sulla pianura.
L'anno successivo la guerra aerea sulla Lomellina divenne ancora più intensa. Le forze alleate cercavano di interrompere i collegamenti ferroviari e stradali utilizzati dall'esercito tedesco e dalla Repubblica Sociale Italiana. Il 12 settembre 1944 un Republic P-47 Thunderbolt americano, matricola 42-75729, pilotato dal tenente Paul E. Rawson del 64th Fighter Squadron, stava mitragliando lo scalo ferroviario nell'area di Mortara quando precipitò nei pressi della Madonna del Campo, nel territorio di Olevano di Lomellina. Rawson morì nello schianto. La tradizione locale ha sempre parlato di un aereo abbattuto dalla contraerea, ma i registri americani sono più prudenti e indicano semplicemente che il velivolo precipitò per una causa sconosciuta durante l'attacco. Si tratta quindi di una perdita avvenuta certamente durante un'azione di guerra, ma non possiamo affermare con assoluta certezza che il P-47 fosse stato colpito.
Solo tre giorni dopo, il 15 settembre 1944, un altro Thunderbolt americano cadde a Sartirana Lomellina. Era il P-47D matricola 42-75679 del 66th Fighter Squadron, pilotato dal capitano Donald W. Bell. Questa volta la documentazione militare statunitense è molto chiara: l'aereo venne colpito dalla contraerea. Bell stava partecipando ad azioni contro le infrastrutture ferroviarie della zona quando il suo velivolo precipitò nei pressi della ferrovia, nella zona dell'allora Riseria Marziani. Il pilota morì. Per molti anni alcune pubblicazioni locali hanno riportato una matricola leggermente diversa, ma i registri americani consentono oggi di identificare con sicurezza il velivolo.
Il 22 settembre 1944 fu probabilmente una delle giornate più drammatiche per l'aviazione alleata sopra la Lomellina. Due P-47 Thunderbolt del 526th Fighter Squadron, 86th Fighter Group, vennero perduti durante operazioni nella zona. Il primo, matricola 42-28042 e pilotato da Ardell Klemme, cadde nei pressi di Breme. Klemme riuscì a lanciarsi con il paracadute e sopravvisse. Il secondo, matricola 42-27002 e pilotato da Jackson Saunders, venne colpito dalla contraerea nell'area compresa tra Mede e Valle Lomellina. Anche Saunders riuscì ad abbandonare il velivolo, ma venne catturato e divenne prigioniero di guerra. Le fonti locali ricordano inoltre uno dei due aerei come precipitato nei pressi di Suardi. È possibile che le diverse indicazioni geografiche descrivano il punto in cui l'aereo venne colpito, quello in cui il pilota si lanciò e quello dell'impatto finale.
Un altro episodio particolarmente ben documentato avvenne il 20 ottobre 1944. Quel giorno un bombardiere medio americano North American B-25D Mitchell, matricola 43-3403 e soprannominato “Incendiary Blonde”, venne colpito dalla contraerea e precipitò nei pressi di Pieve Albignola. Apparteneva al 447th Bomb Squadron del 321st Bomb Group. I documenti del reparto riportano chiaramente che il velivolo fu “hit by flak”, cioè colpito dal fuoco antiaereo, e quindi precipitò. Il pilota Richard L. Willis e il bombardiere Edmund R. Harvey morirono; altri membri dell'equipaggio vennero catturati, mentre almeno uno riuscì a evitare la prigionia. Anche in questo caso le testimonianze locali hanno tramandato particolari non sempre coincidenti con i documenti militari, ma l'identificazione dell'aereo è oggi praticamente certa.
Esistono poi episodi più misteriosi. Le cronache della Lomellina raccontano, per esempio, che intorno al 12 settembre 1944 un bombardiere sarebbe stato abbattuto nei pressi di Vigevano e due aviatori sarebbero stati catturati. Al momento, però, questo velivolo non è stato identificato con sicurezza nei registri alleati. Un altro racconto riguarda il 17 settembre 1944: durante un'azione nella zona di Sartirana, un caccia definito dalle testimonianze “inglese” sarebbe stato colpito dalla contraerea posta a difesa del ponte sul Po di Valenza e sarebbe precipitato in fiamme, provocando la morte del pilota. Anche questo episodio necessita ancora di ulteriori verifiche documentarie.
Alla storia dei cieli lomellini appartiene anche un velivolo tedesco precipitato a Gambolò. Per molto tempo alcune ricostruzioni locali hanno collocato l'incidente nel 1943, ma i registri della Luftwaffe permettono di identificarlo probabilmente nel Dornier Do 217E-5 del comandante Heinz Emil Middermann, appartenente al Kampfgeschwader 100. Il velivolo andò perduto il 16 febbraio 1944 dopo una missione nell'area di Anzio e Middermann risulta morto a Gambolò. Non esistono però elementi sufficienti per affermare che il Dornier fosse stato abbattuto dal nemico: potrebbe essere precipitato per danni subiti in missione, avaria o altre cause.
Vi furono infine aerei colpiti sopra la Lomellina ma caduti al di fuori dei suoi confini. È il caso del bombardiere americano B-26 Marauder “Baby Shoes”, colpito dalla contraerea il 5 settembre 1944 mentre sorvolava il Po nei pressi di Torreberetti. Alcuni uomini dell'equipaggio si lanciarono sulla pianura lomellina, ma il velivolo riuscì a proseguire ancora per alcuni chilometri prima di precipitare nel Novarese, nei pressi di Sozzago. Per questo motivo non può essere inserito propriamente tra gli aerei caduti in Lomellina, pur facendo parte della storia della guerra aerea sopra il nostro territorio.
Allo stato attuale delle ricerche possiamo quindi identificare con buona sicurezza almeno cinque aerei effettivamente abbattuti e precipitati in Lomellina: il Lancaster DV183 a Cassolnovo nel luglio 1943, il P-47 di Donald Bell a Sartirana il 15 settembre 1944, i due P-47 di Ardell Klemme e Jackson Saunders caduti rispettivamente nell'area di Breme e di Mede-Valle Lomellina il 22 settembre, e il B-25 “Incendiary Blonde” precipitato a Pieve Albignola il 20 ottobre. A questi si aggiunge il P-47 di Paul Rawson, certamente perduto durante un'azione bellica presso Olevano Lomellina, ma la cui causa esatta rimane ancora incerta.
Sono nomi, numeri di matricola e date che oggi possono apparire freddi, quasi burocratici. Dietro ciascuno di essi, però, c'erano giovani piloti e membri degli equipaggi, spesso poco più che ventenni, che volavano sopra paesi e campagne per loro completamente sconosciuti. E sotto di loro c'erano i lomellini, che improvvisamente vedevano la guerra arrivare dal cielo: il rombo dei motori, le sirene, la contraerea, le colonne di fumo e talvolta un paracadute che scendeva lentamente sopra una risaia. Ottant'anni dopo, molti di quei luoghi sono tornati silenziosi. Ma sotto i campi della Lomellina potrebbero trovarsi ancora frammenti di quei velivoli, ultime tracce materiali di una guerra che, per qualche terribile mese, trasformò anche il cielo della nostra pianura in un campo di battaglia.