Sezione Lomellina Storica
La casa della strega
Quella che state per leggere è una leggenda, ma come spesso accade nelle campagne della Lomellina, certe storie tramandate per generazioni sembrano conservare il ricordo lontano di qualcosa che un tempo impressionò davvero chi viveva in questi luoghi. Ci troviamo nelle campagne comprese tra Gambolò, Remondò e Tromello, dove ancora oggi sopravvivono zone boscose immerse nel silenzio, tra querce, robinie e castagni. Proprio nel cuore di uno di questi boschi, quasi nascosta dalla vegetazione, sorge una piccola costruzione abbandonata: una modesta casa in muratura, con un vecchio camino e ormai priva del tetto, probabilmente crollato sotto il peso degli anni e delle intemperie. Ma che cos'era quella casa? Secondo una leggenda locale, ricordata soprattutto dagli abitanti più anziani della zona, proprio lì avrebbe vissuto una donna considerata da tutti una strega. Si racconta che tra il Settecento e l'Ottocento numerose persone scomparissero misteriosamente in quei boschi e che tra loro vi fossero anche alcuni bambini che si inoltravano tra gli alberi per raccogliere castagne, bacche e altri frutti spontanei vicino a una risorgiva situata a poca distanza dalla casa. Con il passare del tempo la paura aumentò, finché un giorno alcuni contadini, esasperati dalle continue sparizioni, decisero di entrare nel bosco armati di forconi e falci. Camminarono a lungo tra gli alberi fino a raggiungere una piccola radura e da lì notarono una sottile colonna di fumo levarsi oltre le chiome. Seguendola, giunsero davanti alla misteriosa abitazione. All'apparenza sembrava una normale casa di campagna, ma secondo il racconto attorno alla costruzione furono trovate delle ossa. Presi dal terrore e dalla rabbia, i contadini entrarono nell'edificio e vi trovarono una donna anziana intenta a cucinare qualcosa sul fuoco. La fantasia popolare arrivò presto a raccontare che nella pentola vi fosse addirittura carne umana. La donna venne catturata, trascinata fuori dalla casa e condotta sotto un grande castagno, dove, senza alcun processo, sarebbe stata impiccata. Ed è proprio a questo punto che la storia diventa leggenda: prima di morire, la presunta strega avrebbe lanciato una maledizione, promettendo sventura a chiunque avesse tentato di distruggere la sua casa o abbattere il bosco. Da quel momento, sempre secondo la tradizione popolare, le misteriose sparizioni cessarono. Tuttavia, per molti anni gli abitanti della zona continuarono a evitare quel tratto di foresta e alcuni si rifiutavano persino di andarvi a caccia o di raccogliere funghi e castagne. Non tutti, però, avevano paura: qualcuno continuò ad attraversare il bosco e più di una persona raccontò di aver udito, tra gli alberi, il sottile ridacchiare di una donna senza riuscire a capire da dove provenisse. All'inizio del Novecento, quando aumentò la necessità di ricavare nuovi terreni agricoli, molte zone boschive della Lomellina furono progressivamente trasformate in campi e anche attorno a questo luogo comparvero coltivazioni e terreni arati. Eppure, quella piccola porzione di bosco rimase intatta. Una semplice coincidenza? Terreni poco adatti all'agricoltura? Oppure qualcuno ricordava ancora troppo bene la vecchia maledizione? Fatto sta che il bosco è arrivato fino ai giorni nostri e, nascosti dalla vegetazione, sono ancora visibili i resti della misteriosa casa. Naturalmente non esistono prove che dimostrino che vi abbia realmente abitato una strega, né che siano avvenuti gli episodi narrati dalla tradizione, ma è proprio questo il fascino delle leggende lomelline: luoghi realmente esistenti finiscono per intrecciarsi con paure, racconti e memorie tramandate per generazioni. E così, ancora oggi, chi si avventura tra quegli alberi può raggiungere la vecchia casa abbandonata. Se mai vi capitasse di farlo, quando il vento muove lentamente le fronde dei castagni, fermatevi per qualche istante ad ascoltare: chissà che, nel silenzio del bosco, non vi sembri davvero di sentire una lontana risata provenire da qualche parte tra gli alberi...