Sezione Lomellina Storica
Il rogo del diavolo
Tra le tradizioni più curiose e suggestive di Vigevano ce n’è una che, ancora oggi, riesce a mescolare fede, leggenda e un pizzico di inquietudine: il celebre Rogo del Diavolo. Ogni anno, nei pressi della chiesa di San Bernardo, viene dato alle fiamme un fantoccio che rappresenta il demonio, chiamato popolarmente Berlic o Barlìc. Ma da dove nasce questa strana usanza? La leggenda ci porta indietro fino al XII secolo e ha come protagonista San Bernardo di Chiaravalle. Si racconta che il santo, diretto verso Vigevano per predicare, venne ostacolato dal Diavolo, deciso a impedirgli di raggiungere la città. Il demonio avrebbe sabotato il carro su cui Bernardo viaggiava, togliendo addirittura una ruota. Ma il santo, tutt’altro che intimorito, riuscì a catturarlo e, secondo la fantasia popolare, lo trasformò proprio nella ruota mancante, continuando così il viaggio fino a Vigevano. Una volta arrivato, il demonio sarebbe stato gettato in un grande falò e bruciato davanti alla popolazione. Un’altra versione della leggenda racconta persino che le sue ceneri vennero mescolate con la calce per creare un mattone destinato a un edificio sacro: finché quel mattone fosse rimasto al suo posto, il Diavolo non avrebbe potuto fare ritorno in città. Naturalmente si tratta di tradizione popolare, ma il legame tra Vigevano e San Bernardo è davvero antico. Una chiesa dedicata al santo esisteva già secoli fa fuori dalle mura cittadine e venne poi ricostruita dopo i lavori alle fortificazioni voluti da Ludovico il Moro. Nel tempo il rogo assunse anche un significato propiziatorio: non bastava bruciare simbolicamente il Male, bisognava osservare attentamente le fiamme. Se Berlic prendeva fuoco in fretta e bruciava con vigore, si pensava che l’anno sarebbe stato favorevole e i raccolti abbondanti; se invece il fantoccio faticava a incendiarsi, il presagio diventava tutt’altro che rassicurante. E qualche volta il Diavolo sembra essersi divertito a complicare le cose: in alcune edizioni il fantoccio non prese fuoco subito oppure il meccanismo che doveva portarlo sopra il falò si inceppò, alimentando immediatamente battute, superstizioni e interpretazioni popolari. Il Rogo del Diavolo di Vigevano è quindi molto più di una semplice festa: è un piccolo frammento di Medioevo sopravvissuto nei secoli, una storia fatta di santi, demoni, fuoco e superstizione. E ogni volta che Berlic viene avvolto dalle fiamme, la città rinnova simbolicamente un’antica vittoria sul Male, continuando allo stesso tempo a guardare il fuoco con una domanda che, da secoli, affascina i vigevanesi: che cosa ci riserverà l’anno che verrà?