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I tartufi in Lomellina - Sannazzaro de' Burgondi

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Sezione Lomellina Storica
I tartufi in Lomellina
Quando si parla di tartufi, il pensiero corre subito alle Langhe o ad altre celebri terre del Piemonte. Eppure, non tutti sanno che anche la Lomellina, almeno in passato, era una terra dove questo prezioso fungo ipogeo poteva essere trovato.
Fino a pochi decenni fa il tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum) cresceva in diverse aree della pianura, soprattutto nei boschi ripariali lungo il Po, il Ticino e i principali corsi d'acqua. I terreni limosi, umidi e ricchi di sostanze organiche, uniti alla presenza di pioppi, salici, querce e tigli, offrivano infatti un habitat ideale per il cosiddetto "oro della cucina".
Con il progressivo abbattimento dei boschi, le bonifiche, la trasformazione dell'agricoltura intensiva e i cambiamenti climatici, l'ambiente favorevole al tartufo si è drasticamente ridotto. Già dagli anni Sessanta i ritrovamenti erano diventati sempre più rari, fino a far pensare che il tartufo fosse ormai scomparso dalla Lomellina.
Ma la natura, a volte, sa sorprendere. Nel 2020, nei boschi che costeggiano il Po a Pieve del Cairo, un cercatore accompagnato dal proprio cane riportò alla luce un magnifico tartufo bianco di 47 grammi, rinvenuto ai piedi di un grande pioppo bianco in un terreno limoso vicino al fiume. Una scoperta che ha riacceso la speranza e dimostrato che questo straordinario fungo non è del tutto scomparso dal nostro territorio.
Chissà... forse, nascosto sotto il silenzio dei boschi della Lomellina, qualche altro prezioso tartufo aspetta ancora di essere scoperto. Servono pazienza, un cane ben addestrato... e, naturalmente, anche un pizzico di fortuna!




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