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Halloween in Lomellina, la storia - Sannazzaro de' Burgondi

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Sezione Lomellina Storica
Halloween in Lomellina, la storia
Oggi Halloween è conosciuto come una festa di costumi, zucche e dolcetti, arrivata dagli Stati Uniti. In realtà, le sue origini sono molto più antiche e affondano nelle tradizioni europee, con radici che toccano anche le terre della nostra pianura. Tutto cominciò oltre duemila anni fa con i Celti del Nord Europa, che celebravano il Samhain, la notte che segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno. In quel momento dell’anno, secondo la loro credenza, il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliava: gli spiriti potevano tornare sulla Terra per una sola notte. Per proteggersi o per onorarli, le persone accendevano grandi falò, lasciavano offerte di cibo e si travestivano, sperando di confondere gli spiriti maligni. Anche le popolazioni liguri e celtiche che abitavano la Pianura Padana praticavano riti simili. Il cambio di stagione, con la fine dei raccolti e l’arrivo del freddo, era un momento sacro. Si ringraziavano gli dèi con banchetti e danze attorno al fuoco, e si credeva che le anime dei defunti potessero tornare a far visita ai vivi. Quando i Romani conquistarono queste terre, integrarono i riti celtici con le proprie feste dedicate ai morti, come le Lemuralia, durante le quali si lasciavano semi e castagne per placare le anime e accompagnarle nell’aldilà. Con il tempo, il cristianesimo tentò di sostituire le antiche usanze pagane. Nell’Alto Medioevo, la Chiesa fissò il 1° novembre come giorno di Ognissanti, e la notte precedente divenne “All Hallow’s Eve”, da cui deriva il nome Halloween. Tuttavia, molte delle vecchie tradizioni continuarono a vivere in forme nuove: in molte zone d’Europa, le persone più povere andavano di casa in casa mascherate, chiedendo cibo o offerte in cambio di preghiere per i defunti. Era una consuetudine che ricorda da vicino l’attuale “dolcetto o scherzetto”. Nel corso dei secoli, queste usanze si intrecciarono con le feste locali. In Lomellina, come in gran parte della Pianura Padana, sopravviveva una celebrazione simile: quella di San Martino, l’11 novembre. Era il periodo in cui si concludeva l’anno agricolo e iniziava il riposo invernale. I bambini, vestiti con stracci o maschere di cartapesta, giravano per le vie del paese chiedendo dolci o frutta secca. Se non avessero ricevuto nulla, avrebbero fatto rumore con pentole e coperchi: una tradizione che, pur con un significato diverso, anticipava i moderni scherzi di Halloween. Col passare del tempo, le antiche feste legate ai cicli della natura e ai defunti persero il loro valore rituale e spirituale, lasciando spazio a una versione più leggera e commerciale. Ma dietro le luci delle zucche e i travestimenti di oggi, resta il ricordo di una notte antica, in cui il fuoco, la memoria e il mistero del tempo che cambia univano vivi e morti in un unico, grande rito di passaggio.

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