Sezione Lomellina Storica
Breme la fortezza scomparsa
Oggi Breme appare come un tranquillo borgo della Lomellina, ma nel Seicento fu per alcuni anni una vera città-fortezza, uno dei punti militari più delicati di tutta la zona. La sua posizione, vicina al Po e alla Sesia e lungo le vie che conducevano verso il Monferrato, Casale e Vercelli, la rendeva strategica in un'epoca in cui la Lomellina era terra di confine e di passaggio per gli eserciti. Nel 1635, durante le guerre che coinvolsero Francia, Spagna, Savoia e altri Stati italiani, si decise di trasformare Breme in una moderna piazzaforte. Il progetto, attribuito all'ingegnere Bailera o Baylera, prevedeva una grande struttura bastionata a pianta pentagonale, costruita secondo i nuovi criteri difensivi studiati per resistere ai colpi dell'artiglieria. Il paese venne così racchiuso da bastioni, terrapieni, trincee e opere esterne, con accessi principali rivolti verso il Po e verso l'interno della Lomellina. Anche l'antica abbazia di Breme fu coinvolta nella trasformazione: alcuni ambienti vennero utilizzati a scopi militari e perfino la chiesa abbaziale servì come deposito di materiali e munizioni. La fortezza entrò presto nella storia. Nel marzo del 1638 l'esercito spagnolo guidato dal marchese di Leganés pose Breme sotto assedio. I combattimenti furono durissimi e proprio nei pressi della piazzaforte trovò la morte il celebre comandante francese Charles de Créquy, duca di Lesdiguières. Dopo circa due settimane la guarnigione francese capitolò e Breme passò agli Spagnoli. La resa ebbe anche uno strascico drammatico: il comandante francese Mongaillard venne accusato di aver gestito male gli approvvigionamenti e di aver ceduto la fortezza troppo facilmente; fu poi processato e giustiziato. Curiosamente, però, quella grande macchina militare ebbe vita brevissima. Nel 1646 furono proprio gli Spagnoli a ordinarne la demolizione: mantenerla era costoso e una fortezza così potente, se riconquistata dai nemici, avrebbe potuto trasformarsi in una minaccia per il Ducato di Milano. In poco più di dieci anni Breme passò dunque da piccolo borgo a grande piazzaforte e poi nuovamente a paese privo delle sue principali difese. Eppure, la fortezza non è scomparsa del tutto. Ancora oggi la sua presenza sembra riaffiorare nei nomi delle strade e dei luoghi: Via Mezzaluna, Via Cannoniera, Piazza d'Armi, Trincea, Vicolo Corridore, Fortino, Muraglione, Cascina Rocca e Cascina Rocchetta conservano nel loro nome il ricordo dell'antico sistema difensivo. Rimangono inoltre alcuni edifici collegati alla vita militare, come il cosiddetto Corpo di Guardia. Un'altra curiosità riguarda il “castello” di Breme: non bisogna confonderlo con la grande fortezza seicentesca. Nel borgo esisteva infatti già in epoca medievale una struttura fortificata, molto più antica, mentre la fortezza del 1635 era un complesso enormemente più vasto che avvolgeva buona parte dell'abitato. Breme può quindi essere considerata una vera “fortezza fantasma” della Lomellina: cancellata quasi completamente dalle demolizioni del Seicento, ma ancora leggibile nella forma del paese, nei toponimi e nelle tracce lasciate tra le sue vie.