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Animali preistorici in Lomellina - Sannazzaro de' Burgondi

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Sezione Lomellina Storica
Animali preistorici in Lomellina
Quando osserviamo la Lomellina di oggi, con le sue risaie, i canali e i paesi disseminati nella pianura, è difficile immaginare che decine di migliaia di anni fa questo territorio fosse popolato da creature che sembrano uscite da un documentario sulla preistoria. Eppure, durante il Pleistocene, la Lomellina faceva parte di un vasto ambiente naturale in continua trasformazione, modellato dalle glaciazioni e dai grandi fiumi che attraversavano la Pianura Padana.
Circa 50.000 anni fa il clima era molto più freddo di quello attuale. Al posto delle risaie si estendevano ampie praterie erbose, intervallate da zone umide e boschetti lungo i corsi d'acqua. In questo scenario si muovevano enormi branchi di erbivori. Tra i più impressionanti vi era il mammut lanoso, coperto da una folta pelliccia e dotato di lunghe zanne ricurve, perfettamente adattato ai rigori dell'epoca glaciale. Non lontano pascolavano i possenti bisonti delle steppe e i rinoceronti lanosi, animali che oggi associamo alle regioni più remote del pianeta ma che un tempo facevano parte del paesaggio della Pianura Padana.
Nelle aree più aperte viveva anche il cervo gigante, celebre per i suoi enormi palchi che potevano raggiungere aperture superiori ai tre metri. La sua presenza doveva offrire uno spettacolo straordinario durante la stagione degli amori, quando i maschi si sfidavano per conquistare le femmine.
Dove c'erano grandi erbivori non mancavano i predatori. Il leone delle caverne, più grande dei leoni africani moderni, dominava questi ambienti insieme alla iena delle caverne, abile cacciatrice e spazzina. Anche i lupi percorrevano la pianura alla ricerca di prede, contribuendo all'equilibrio di un ecosistema complesso e selvaggio.
Le testimonianze di questo antico mondo non sono soltanto frutto dell'immaginazione. In vari punti della Lomellina e della vicina Pianura Padana sono stati rinvenuti resti fossili che confermano la presenza di una fauna oggi completamente scomparsa dal territorio. Ogni osso, ogni dente e ogni reperto raccontano una storia che risale a migliaia o addirittura milioni di anni fa.
La cosa più sorprendente è che il paesaggio non è sempre stato freddo e steppico. Nei periodi più miti, molto prima delle ultime glaciazioni, la zona ospitava ambienti più caldi e umidi frequentati da elefanti antichi, ippopotami e altre specie che oggi sembrerebbero fuori luogo nella pianura lombarda. Il continuo alternarsi di fasi fredde e temperate trasformò più volte la Lomellina, creando habitat diversi e favorendo la presenza di animali molto differenti tra loro.
Sotto i campi coltivati e lungo le antiche terrazze fluviali della Lomellina si nasconde dunque la memoria di un passato remoto, quando mammut, rinoceronti lanosi e leoni delle caverne percorrevano liberamente queste terre. Un mondo perduto che continua ad affiorare grazie ai fossili e agli studi degli archeologi e dei paleontologi, ricordandoci che il territorio che conosciamo oggi è soltanto l'ultima pagina di una storia iniziata milioni di anni fa.



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